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Sport e attività fisica per contrastare l’obesità

La relazione tra attività fisica e benessere riguarda sempre più spesso anche la prevenzione per quanto riguarda la salute.

Un’attenzione particolare viene rivolta verso alcune patologie come nel caso dell’obesità, che deve essere contrastata aiutandosi con l’attività sportiva e un regime alimentare mirato e individuale. Anche se possono esistere diversi fattori legati all’aumento del peso, quelli più frequenti sono legati ad uno stile di vita sedentario con eccessiva alimentazione. Si tratta di un problema globale, che negli ultimi tempi è sotto analisi dell’Organizzazione mondiale della Sanità in particolare modo riguardo all’obesità infantile e adolescenziale, che poi si ripercuote nello sviluppo dell’adulto. A questo proposito la Commission on Ending Childhood Obesity (Echo) ha pubblicato “The Ending Childhood Obesity. Implementation plan: executive summary”: una guida con le raccomandazioni sulle sei aree di intervento principali (promozione dell’assunzione di cibi sani, promozione dell’attività fisica, prevenzione dell’obesità iniziando dalla fase preconcezionale e dalla gravidanza, attenzione alla dieta e all’attività fisica già nei primi anni di vita, promozione di ambienti salutari, sana alimentazione e attività fisica per i bambini in età scolare, presenza di servizi per la gestione e la cura di bambini obesi) identificate dalla Commissione.

Infatti il numero di bambini e adolescenti obesi (tra i 5 e 19 anni) negli ultimi 40 anni (dal 1975 al 2016), nel mondo è aumentato di 10 volte e, nello specifico, in Italia è aumentata di quasi 3 volte: 1 bambino su 3 nel nostro Paese è obeso. Questi dati emergono da uno studio condotto dall’Imperial College di Londra e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) i cui risultati sono stati pubblicati su “The Lancet” a ottobre 2017. Lo studio ha infatti analizzato peso e altezza di circa 130 milioni di individui (più di 31 milioni e mezzo con età compresa tra i 5 e i 19 anni, e 97 milioni con più di 20 anni) con l’obiettivo di osservare come i livelli dell’indice di massa corporea (Imc) e dell’obesità siano cambiati in questo lasso di tempo. E quasi il 6% nelle ragazze (50 milioni) e quasi l’8% nei ragazzi (74 milioni) nel 2016. Tuttavia non bisogna dimenticare l’elevato numero di bambini e adolescenti moderatamente o gravemente sottopeso che rappresenta ancora una grande sfida per la sanità pubblica, soprattutto nelle zone più povere del mondo.

Ed è stato appena pubblicato dall’Oms Europa sulla rivista di sanità pubblica “Public Health Panorama” un approfondimento dedicato alla lotta contro l’obesità e le cattive abitudini alimentari: “Turning the tide on obesity and unhealthy diets” (Cambiare l’andamento dell’obesità e delle diete non salutari) dove si trovano le sfide che i governi devono affrontare per attuare politiche volte a migliorare la salute pubblica.

Tuttavia, per dimagrire correttamente è importante sia conoscere i principi della corretta alimentazione sia praticare attività fisica nella maniera giusta, seguendo alcune importantissime regole, come quelle alla base di uno degli studi seguiti da ELAV sulla base di una ricerca di sette anni all’interno della quale sono state studiate le associazioni longitudinali tra attività fisica (PA), competenze motorie (MC), fitness cardiorespiratorio (VO2peak) e grasso corporeo, oltre ai possibili effetti di mediazione di PA, MC e VO2peak sui rapporti con il grasso corporeo (per approfondire qui).

Anche se in generale l’attività fisica più idonea a bruciare grassi è quella aerobica (camminare, andare in bicicletta, ecc.) praticata a un’intensità moderata è bene combinare una serie di esercizi e attività costanti che possono aiutare nel dimagrimento e ad a un rinforzo muscolare. Per migliorare la velocità e la qualità del dimagrimento è bene integrare il lavoro aerobico con un’attività anaerobica di potenziamento muscolare.
Con un incremento delle masse muscolari c’è un importante aumento del metabolismo basale, ossia aumenta il consumo delle calorie consumate a riposo.
Oltre a favorire una maggiore stabilità delle articolazioni, in particolare per gli arti inferiori che sono i più stressati dal carico del peso corporeo.

L’attività anaerobica dev’essere eseguita con gradualità e sotto il controllo di un esperto per evitare danni muscolo-scheletrici e sforzi inadeguati al proprio fisico.
Ma a premiare sarà sempre la costanza e la volontà!

Per prepararsi all’attività fisica da seguire anche all’aperto vi rimando alla mia intervista del 2017 sulla “prova costume” qui.