Tra gli esercizi fondamentali del sollevamento pesi, lo stacco da terra occupa un posto d’onore. È una delle tre alzate del powerlifting, ma viene ormai integrato in moltissimi programmi di allenamento, anche non agonistici, grazie alla sua efficacia globale: allena forza, muscoli e coordinazione in un unico gesto.

Molti lo evitano per timore di farsi male, ma quando eseguito correttamente lo stacco è un vero alleato per il potenziamento della catena posteriore, la salute della schiena e il miglioramento della postura. È anche uno degli esercizi più efficaci per aumentare la forza funzionale, utile sia nello sport che nella vita quotidiana.

In questa guida scoprirai come si esegue lo stacco da terra, quali muscoli coinvolge, le sue varianti, e soprattutto come eseguirlo in sicurezza, evitando gli errori più comuni.

Come si eseguono correttamente gli stacchi da terra

Eseguire lo stacco da terra nel modo corretto è essenziale per ottenere tutti i benefici dell’esercizio senza rischiare infortuni. Non basta “tirare su un peso da terra”: la tecnica, la posizione della schiena, la distribuzione del carico e il coinvolgimento muscolare devono essere impeccabili.

In questa sezione vedremo passo dopo passo come impostare un buon stacco, e quali sono gli errori tecnici più comuni che limitano i risultati o aumentano il rischio di traumi, in particolare alla zona lombare.

Tecnica corretta dello stacco da terra: guida passo dopo passo

  1. Posizionamento del bilanciere
    Il bilanciere va sistemato a pochi centimetri dalle tibie, all’altezza del metatarso. Non troppo avanti, per non spostare il carico sul dorso.

  2. Presa corretta
    Impugna il bilanciere con le mani appena fuori dalle ginocchia. Puoi scegliere tra:

    • Presa prona (entrambe le mani in pronazione)

    • Presa mista (una mano in supinazione e una in pronazione)

    • Presa a uncino (hook grip, per carichi elevati)

  3. Posizione di partenza

    • Piedi a larghezza anche

    • Schiena dritta, petto in fuori

    • Spalle sopra il bilanciere

    • Sguardo leggermente in avanti

    • Addome contratto (core attivo)

  4. Fase di sollevamento
    Estendi anche e ginocchia insieme, mantenendo il bilanciere attaccato al corpo. Evita scatti o slanci.

  5. Blocco finale
    Raggiunta la posizione eretta, contrai glutei e scapole, ma non iperestendere la schiena.

  6. Fase di discesa
    Riporta il bilanciere a terra controllando il movimento: prima fai scendere le anche, poi le ginocchia.

Errori da evitare negli stacchi da terra

  • Schiena curva in fase di sollevamento → Rischio di ernie e lombalgie

  • Bilanciere troppo lontano dal corpo → Stress su colonna e spalle

  • Spinta solo di schiena e non di gambe → Attivazione muscolare incompleta

  • Movimento “a scatti” → Poco controllo, rischio infortuni

  • Discesa trascurata → Fase eccentrica sprecata, perdita di stimolo

Il consiglio è di partire con carichi leggeri, curare la tecnica e, se possibile, farsi seguire da un personal trainer certificato, almeno nelle prime sessioni.

Muscoli coinvolti nello stacco da terra

Uno dei motivi per cui gli stacchi da terra sono considerati un esercizio “totale” è il loro incredibile coinvolgimento muscolare. Questo movimento attiva più gruppi muscolari contemporaneamente, rendendolo ideale per chi cerca forza funzionale, massa muscolare o prestazioni atletiche elevate.

Vediamo nel dettaglio quali muscoli lavorano davvero durante lo stacco e perché questo esercizio dovrebbe far parte di ogni programma di allenamento ben costruito.

Catena posteriore: gambe, glutei e schiena sotto stress positivo

La catena posteriore è l’insieme dei muscoli posizionati lungo il lato posteriore del corpo. Durante lo stacco, è questa la sezione che lavora più intensamente:

  • Glutei: principali responsabili dell’estensione dell’anca; si attivano fortemente nella fase finale del sollevamento.

  • Muscoli posteriori della coscia (ischiocrurali): stabilizzano il ginocchio e collaborano con i glutei nel movimento.

  • Erettori spinali (zona lombare): mantengono la schiena in posizione neutra e resistente alla flessione.

  • Polpacci (gastrocnemio e soleo): entrano in gioco nella fase iniziale per la spinta dal terreno.

In un buon stacco, la spinta non parte dalla schiena, ma dalle gambe, coinvolgendo sinergicamente tutti questi muscoli.

Core e stabilizzazione: il segreto della postura corretta

Spesso sottovalutato, il core (muscolatura addominale profonda) gioca un ruolo chiave. Durante lo stacco:

  • Stabilizza il tronco evitando cedimenti o curve lombari

  • Supporta la trasmissione della forza tra parte inferiore e superiore del corpo

  • Riduce il carico su colonna e articolazioni

Anche i muscoli del trapezio, dei romboidi e delle spalle entrano in azione per mantenere la posizione corretta del bilanciere e favorire il controllo nella fase finale del movimento.

Tutti i benefici degli stacchi da terra

Chi pratica regolarmente gli stacchi da terra sa che i benefici vanno ben oltre l’aumento di forza. Questo esercizio, infatti, migliora la performance atletica generale, rinforza la struttura muscolare profonda e aiuta a prevenire infortuni, migliorando postura, coordinazione e controllo motorio.

Che tu sia un principiante o un atleta avanzato, inserire gli stacchi nel tuo programma può cambiare radicalmente la qualità del tuo allenamento.

Aumento della forza e della massa muscolare globale

Lo stacco è tra i migliori esercizi per aumentare la forza massima, poiché coinvolge grandi gruppi muscolari e permette l’utilizzo di carichi elevati. Stimola:

  • I muscoli di gambe e glutei

  • La schiena (soprattutto parte bassa e alta)

  • Il core, che agisce come base di trasmissione della forza

Inoltre, trattandosi di un esercizio a forte impatto sistemico, contribuisce anche alla liberazione di ormoni anabolici come testosterone e GH, favorendo l’aumento della massa muscolare (ipertrofia).

Postura più stabile e prevenzione degli infortuni

Gli stacchi rafforzano i muscoli profondi responsabili della stabilizzazione del tronco e del mantenimento della postura eretta, migliorando:

  • L’equilibrio tra catena anteriore e posteriore

  • La stabilità della colonna durante movimenti quotidiani

  • La protezione da lombalgie e problemi articolari

Un’esecuzione corretta, unita a una progressione ragionata dei carichi, rende lo stacco anche un ottimo esercizio preventivo, consigliato da molti fisioterapisti e preparatori.

Le principali varianti degli stacchi da terra

Non esiste un solo modo per eseguire gli stacchi da terra. In base al tipo di stimolo desiderato, alla struttura fisica dell’atleta e agli obiettivi di allenamento, è possibile scegliere tra diverse varianti tecniche, ognuna con caratteristiche e vantaggi specifici.

Vediamole nel dettaglio, per capire quale variante fa al caso tuo.

Stacco sumo, stacco rumeno, stacco con manubri: caratteristiche e differenze

1. Stacco sumo

  • Posizione: piedi molto larghi, punte leggermente ruotate verso l’esterno

  • Mani: impugnatura interna rispetto alle ginocchia

  • Benefici: riduce il carico sulla zona lombare, maggiore lavoro su glutei e adduttori

  • Ideale per: chi ha mobilità limitata in anche o femorali

2. Stacco rumeno (Romanian Deadlift)

  • Movimento parziale, non parte da terra

  • Bilanciere scorre lungo le cosce fino a metà tibia

  • Attiva fortemente i femorali e i glutei

  • Ottimo per: isolare la catena posteriore e sviluppare la flessibilità dei posteriori

3. Stacco con manubri

  • Più gestibile per i principianti

  • Migliora la stabilità laterale e il controllo

  • Utile per: allenamenti a casa o per chi preferisce lavorare in modo più funzionale

Quale variante scegliere in base agli obiettivi

  • Vuoi aumentare la forza massima? → Stacco classico o sumo

  • Vuoi isolare gambe e glutei? → Stacco rumeno

  • Sei un principiante o lavori in palestra senza bilanciere? → Stacco con manubri

  • Hai problemi alla schiena? → Inizia con stacchi a carico ridotto, da valutare con un personal trainer

Includere diverse varianti nel tuo programma permette di stimolare i muscoli in modo completo e ridurre i punti deboli del gesto tecnico principale.

Tabella comparativa delle varianti dello stacco

Una panoramica veloce e utile per scegliere la variante più adatta:

Variante Coinvolgimento muscolare Beneficio principale Per chi è adatta
Stacco classico Gambe, glutei, schiena Forza totale, prestazione Atleti intermedi/avanzati
Stacco sumo Glutei, adduttori, lombari Minore stress sulla schiena Chi ha mobilità ridotta
Stacco rumeno Ischiocrurali, glutei Isolamento posteriore, flessibilità Bodybuilder, forza femorale
Stacco con manubri Gambe, core, stabilizzatori Controllo e funzionalità Principianti, allenamento a casa

Stacchi da terra vs squat – Differenze e sinergie

Lo stacco da terra e lo squat sono due pilastri dell’allenamento con i pesi. Entrambi lavorano su forza, massa muscolare e postura, ma in modi differenti.

Differenze biomeccaniche

  • Stacchi da terra: partenza da terra, maggior coinvolgimento della catena posteriore

  • Squat: discesa sotto il parallelo, lavoro primario su quadricipiti e core in compressione

Allenarli insieme? Sì, ma con logica

Puoi allenare squat e stacco nella stessa settimana, ma conviene:

  • Separarli di almeno 48 ore

  • Differenziare gli stimoli (es. uno con carico pesante, l’altro in volume o tecnica)

  • Usare le varianti leggere (es. stacco rumeno) per evitare sovraccarichi articolari

Allenandoli con intelligenza, otterrai una forza strutturale completa su tutto il corpo.

Come inserire gli stacchi da terra nel tuo allenamento

Gli stacchi da terra, per la loro intensità e impegno neuromuscolare, vanno programmati con attenzione. Possono essere eseguiti una o due volte a settimana, a seconda degli obiettivi, del livello di esperienza e della struttura generale del programma.

Ecco un esempio pratico:

Programmazione settimanale – Livello principiante

Giorno Allenamento Serie x Ripetizioni
Lunedì Stacco da terra classico 3 x 5
Mercoledì Squat + core
Venerdì Stacco rumeno + trazioni 3 x 8 (stacco rumeno)

📌 Note: inizia con carichi leggeri, focalizzati sulla tecnica perfetta e aumenta gradualmente.

Programmazione settimanale – Livello intermedio

Giorno Allenamento Serie x Ripetizioni
Lunedì Stacco classico pesante 4 x 5
Mercoledì Stacco sumo tecnico + plank 3 x 6
Sabato Stacco rumeno con manubri 3 x 10

📌 Consiglio: alterna intensità e volume. Usa una giornata per la tecnica/variante leggera.

Domande frequenti sugli stacchi da terra

Hai ancora dubbi su come eseguire gli stacchi da terra o su quando inserirli nel tuo programma? Qui trovi le risposte alle domande più comuni, formulate in base alle ricerche reali degli utenti.

Con che peso iniziare se sei principiante?

Se sei alle prime armi, l’obiettivo principale è imparare la tecnica, non sollevare pesi pesanti.
Inizia con il bilanciere scarico (solitamente 20 kg) o con manubri leggeri, e concentrati sul mantenere:

  • Schiena neutra

  • Core contratto

  • Movimento controllato

Un buon approccio è farsi seguire da un personal trainer certificato, almeno nelle prime sessioni, per correggere la posizione ed evitare errori pericolosi.

Lo stacco da terra fa male alla schiena?

No, se eseguito correttamente, lo stacco protegge la schiena, non la danneggia.
Molti dolori derivano da:

  • Tecnica scorretta (schiena curva, bilanciere lontano)

  • Carico eccessivo

  • Mancata attivazione del core

Al contrario, uno stacco ben eseguito rafforza la zona lombare, migliora la postura e riduce il rischio di infortuni nella vita quotidiana.

Quante volte a settimana fare stacchi?

Dipende dagli obiettivi:

  • 1 volta a settimana → per forza generale o bodybuilding

  • 2 volte a settimana → per progressione tecnica e powerlifting

  • 3 volte (solo per atleti avanzati) → alternando varianti leggere e pesanti

Ricorda sempre di recuperare adeguatamente, poiché lo stacco coinvolge molti muscoli e ha un impatto sistemico elevato.

Conclusione – Perché dovresti includere gli stacchi da terra nel tuo allenamento

Gli stacchi da terra sono molto più di un semplice esercizio di forza: sono uno strumento completo per migliorare potenza, postura, stabilità e condizione fisica generale. Che tu voglia aumentare la massa muscolare, prevenire dolori alla schiena, o migliorare la tua prestazione atletica, lo stacco è un alleato insostituibile.

Naturalmente, la chiave sta nella tecnica, nella progressione dei carichi e nella scelta della variante più adatta ai tuoi obiettivi. Per questo, se sei all’inizio, fatti seguire da un professionista, impara il gesto con pazienza e costruisci le basi per uno sviluppo muscolare sicuro ed efficace.

Inserire gli stacchi da terra nel tuo programma settimanale, anche solo una volta a settimana, può trasformare il tuo modo di allenarti. Se ancora non li hai provati, è il momento giusto per iniziare.

Fonti e riferimenti

Le informazioni contenute in questo articolo sono state redatte con l’obiettivo di fornire contenuti accurati, basati su fonti affidabili e riconosciute nel settore fitness e preparazione atletica. Di seguito l’elenco delle principali fonti utilizzate e consultate:

  • NSCA – National Strength and Conditioning Association
    Organizzazione leader mondiale nella formazione di personal trainer e coach di forza.
    https://www.nsca.com

  • “Starting Strength” – Mark Rippetoe
    Testo di riferimento internazionale sull’allenamento con i pesi e la tecnica degli esercizi fondamentali (incluso lo stacco da terra).

  • “Science and Practice of Strength Training” – Vladimir Zatsiorsky & William Kraemer
    Manuale accademico su biomeccanica e metodologia dell’allenamento.

  • ACSM – American College of Sports Medicine
    Linee guida per l’esercizio fisico e la prevenzione degli infortuni.
    https://www.acsm.org

  • StrengthLog – Database di esercizi e schede di allenamento
    Analisi dei principali movimenti e consigli tecnici.
    https://www.strengthlog.com

  • Precision Nutrition – Articoli su performance, forza e recupero
    Approccio evidence-based al fitness e all’alimentazione sportiva.
    https://www.precisionnutrition.com

  • Interviste e materiali di divulgazione di coach e preparatori certificati italiani
    (come Paolo Evangelista, autore del libro “DCSS – La scienza dello stacco”)